Tutto pensavo quest’anno tranne andare in Australia. Poi all’improvviso ecco quel volo, appena sopra i 1000 € con Etihad che mi fa l’occhiolino. Come resistere, ed ecco che si decide nel giro di due giorni: destinazione Australia. Ma dove? Cerchiamo di evitare il più possibile il freddo, dato che là è inverno, Sydney e i Red Center sono due tappe obbligatorie, ecco che nei giorni rimanenti si inserisce il Queensland, ottimo periodo agosto, forse l’acqua è ancora un po’ fresca, ma tanto nel mare più pericoloso del mondo chi farà mai il bagno? Così partiamo per l’avventura dell’organizzazione del viaggio. Prenotiamo solo i voli, le macchine e i primi giorni (obbligatorio al Red Center visto che è sempre tutto pieno). Tutto il resto lo decideremo là. Mi sono tenuta fino alla fine anche Sydney, ma poi non ho resistito a un bella offerta per un hotel in pieno centro quindi preso anche quello. Non rimane che il visto. La compagnia aerea me lo fa pagare e visto che direttamente dal sito dell’immigrazione australiana non lo è me lo faccia da sola online https://www.ecom.immi.gov.au/visas/app/uu?form=TV . Non rimane che partire col solo bagaglio a mano come sempre.

17-18 agosto: partiamo verso le 12.30 da Malpensa, ma arriveremo a Sydney solo il giorno dopo alle 6.30 del pomeriggio. Avevamo paura delle tante ore di volo, soprattutto dell’Abu Dhabi-Sydney di ben 14 ore, ma tra sonnellini vari e l’infinito intrattenimento Etihad, il volo passa abbastanza bene. Cambiamo subito qualche dollaro in aeroporto, anche se le commissioni chieste sono alte; conviene cambiare in banca, lo scopriremo dopo, anche se trovare una banca che cambia denaro non è facile. Accertarsi sempre che espongano fuori il cartello del servizio, altrimenti diventa un’odissea. Fuori dall’aeroporto si trovano i vari shuttle che portano alla maggior parte degli hotel di Sydney. A noi viene a costare 12 AUD a testa andata e ritorno per l’aeroporto. Visto che il nostro arrivo in serata e che il giorno dopo avremmo dovuto prendere un altro volo, decidiamo di rimanere nei paraggi dell’aeroporto al Airport Sydney International Inn (122 AUD con colazione) prenotato con Booking.

Kata Tjuta

Uluru

 

19 agosto: dopo un’ottima colazione a buffet (unica cosa positiva di questo hotel) andiamo in aeroporto dove abbiamo il volo per Ayers Rock. Arriviamo dopo circa 3 ore, verso mezzogiorno, il tempo di prendere possesso dell’auto noleggiata con Avis (613 AUD per 3 giorni per una 4x4), quindi passiamo dall’hotel per fare il check in alla stanza, ma è ancora presto. Ne approfittiamo per fare la nostra prima escursione, il parco Kata Tjuta, a circa 50 km di distanza. Lungo il tragitto facciamo il biglietto di ingresso al parco (25 AUD a testa), valido per 3 giorni e anche per l’accesso al sito di Uluru. Percorriamo a piedi è la Valley of the Wind, di 7 km, che riusciamo a fare in poco più di 2 ore. Solo certi lookout sono pieni di persone, lungo altri tratti si riesce a stare completamente da soli. Fa piuttosto caldo e finiamo alla svelta l’acqua che ci siamo portati dietro. Fortunatamente lungo il percorso ci sono alcuni serbatoi di acqua potabile dove è possibile riempirsi la bottiglia. Prima di tornare in hotel ci fermiamo a fotografare lo splendido tramonto su Uluru, nell’apposita aerea destinata all’osservazione del tramonto. Finalmente entriamo in possesso della nostra stanza al Pioneer Outback (230 AUD) e dopo una bella doccia via a mangiare. L’hotel è famoso, oltre che per essere il meno caro, anche per l’ottimo ristorante barbecue fai date di Yulara: praticamente ti compri la cerne e te la cucini da solo in una delle postazioni barbecue. Si può assaggiare anche il tris australiano, emù, coccodrillo e canguro, ma noi ci accontentiamo di una meravigliosa t-bone di manzo. Mangiamo all’aperto e nonostante siamo in pieno deserto la temperatura non scende e rimaniamo tranquillamente in maniche corte e pantaloncini. Distrutti ce ne andiamo a dormire.

20 agosto: la mattina è dedicata interamente alla visita di Uluru. Percorriamo l’intero percorso del Base Walk di circa 10 km a piedi. Ritorniamo al villaggio dove facciamo qualche spesa prima di partire alla volta del Kings Canyon a circa 300 km di distanza. Arriviamo al canyon nel pomeriggio e ci limitiamo a sola passeggiata al Kings Creek Walk all’interno del canyon stesso. Quindi andiamo al nostro resort dove abbiamo prenotato una  camera con bagno in comune (120 AUD) per una sola notte. Davanti alla camera una visita inaspettata di un dingo che scappa appena tiro fuori la macchina fotografica. Avendo a disposizione la cucina comune ne approfittiamo per cena nel scaldarci al microonde degli hamburger acquistati nel piccolo negozio del Kings Canyon Resort.

 

Uluru

Kata Tjuta

 

21 agosto: lasciamo il resort non prima di aver preso il permesso per la Mereenie Loop Road (2.5 AUD), la strada sterrata che percorreremo per arrivare ad Alice Springs. In mattinata facciamo visita al Kings Canyon percorrendo il Kings Canyon Walk (6 km) e visitando il Garden of Eden. Dopo aver fatto scorta d’acqua partiamo alla volta di Alice Springs, 335 km di cui ben 93 di strada sterrata. Incontriamo pochissime persone per strada augurandoci di non aver guasti alla macchina  proprio lungo quella strada. Nel pomeriggio arriviamo al nostro hotel Desert Rose Inn (75 AUD) dove riusciamo a farci un giro di lavatrice e uno di internet. Ceniamo in un Mac e quindi una passeggiata per la cittadina.

22 agosto: anche qui l’uso della cucina comune ci facilita la colazione, quindi spendiamo la mattinata a girare Alice Springs, per negozi, gallerie d’arte aborigena, il rettilario (12 AUD a testa) e il parco botanico. Beneficiamo anche di una strana sfilata di macchine addobbate di ogni cosa, manifestazione che ha riempito la città di gente proprio quel giorno.

Verso l’ora di pranzo riconsegniamo la macchina all’aeroporto dove nel pomeriggio prendiamo un volo per Cairns. Arriviamo nel Queensland in serata e dopo aver preso la seconda auto a noleggio (256 € per 12 giorni) andiamo dritti in hotel Cairns Sunshine Tower (80 AUD). Cena sull’Esplanade a base di kebab. Prima di rientare in camera facciamo spesa per la colazione del giorno dopo, rigorosamente in camera visto che in ogni hotel australiano le camere sono dotate di bollitore per l’acqua, te e caffè e latte.

23 agosto: dopo la colazione lasciamo l’hotel e ci dirigiamo verso nord alla volta di Cape Tribulation. Lungo la strada ci fermiamo per una visita allo Zoo di Cairns (30 AUD a testa). Finalmente un po’ di fauna locale. Un piccolo wallaby ci viene incontro. Il bello di quasto zoo è proprio la possibilità di interagire fisicamente con gli animali, accarezzandoli e dandogli da mangiare. Lo zoo non è molto grande, ma ci facciamo già una prima idea della fauna australiana dando persino da mangiare ai canguri e facendo le foto con loro. Riprendiamo la nostra strada lungo la costa fermandoci ogni tanto per qualche foto. Arriviamo fino alla Mossman Gorge, piuttosto deludente, mentre riusciamo a fare una bellissima escursione in barca al Daintree River (25 AUD a testa) dove avvistiamo coccodrilli e serpenti vari. Decidiamo di spingerci fino a Cape Tribulation (20 AUD a/r per il ferry) dove arriviamo quasi al tramonto, giusto il tempo di qualche foto e per non rimanere troppo tempo in strada al buoi ci fermiamo a dormire a Port Douglas. Nonostante la città sia piena zeppa di hotel, trovarne uno aperto è un problema.

 

North Queensland

Quasi tutte le reception chiudono molto presto e così scopriamo che trovare una camera dopo le 5-6 del pomeriggio nel Queensland diventerà un’ardua impresa. Grazie a un ufficio turistico quasi in chiusura riusciamo a trovare un  hotel ancora aperto che ci costerà pure caro, il Mantra Heritage (162 AUD). Riusciamo a cenare al volo grazie a una pizza d’asporto presa al volo prima della chiusura (8 di sera). Ce ne andiamo a dormire scarichi pensando alle difficoltà che incontreremo nei giorni seguenti nel cercare gli hotel, dovendoci per forza fermare prima del previsto, visto gli strani orari di chiusura degli australiani.

Daintree River

Daintree River

Cape Tribulation

Milla Milla Falls

 

24 agosto:  puntiamo verso sud, ripassando per Cairns, ma stavolta all’interno. Ci fermiamo a Kuranda, un grazioso anche se turistico villaggio immerso nella foresta, ci inoltriamo nella Tablelands fino ad arrivare alle Milla Milla Falls, percorrendo il Waterfort Circuit, un percorso di 16 km dove ci sono varie cascate. Vista l’intenzione di andare a  dormire a Townsville ancora a parecchi km di distanza ci fermiamo in uno degli innumerevoli uffici turistici che ci sono per strada per prenotare l’hotel per la notte stessa, con la paura di non trovare nulla sul posto dopo le 7 di sera. Una gentilissima signora ci ferma una camera in un Bed & Breakfast, il Coral Lodge (75 AUD). Cena al Mac, uno dei pochi ancora aperto alle 8 di sera e poi a nanna visto che l’intera città sembra ormai a dormire da ore.

25 agosto: in mattinata prendiamo il ferry (29 AUD a testa) per Mganetic Island dove noleggiamo un moke (73 AUD) per girare l’intera, o quasi, isola. Il tempo non è il massimo. Facciamo tutte le spiagge principali e un giro all’interno dove abbiamo la fortuna di avvistare un koala in libertà. Ritorniamo sulla terra ferma dove riprendiamo l’auto. Verso le 4 del pomeriggio arriviamo a Airlie Beach, base perfetta per visitare le Withsunday. Troviamo un carinissimo motel, l’Airlie Beach Motor Lodge che fermiamo per 2 notti (234 AUD) facente parte di una “catena”, Golden Chain, presente in tutta l’Australia. Oltre ad avere una tessera che ci dà lo sconto del 10 % su ogni motel ci forniscono anche di un catalogo con tutti i motel presenti e i prezzi reali del momento. Grazie a quello prenoteremo una notte per l’altra, senza doverci più fermare troppo presto e perdere tempo nel cercare da dormire. Un buon compromesso che ci permetterà di girare il Queensland in piena libertà decidendo comunque di giorno in giorno dove fermarci a dormire. Airlie Beach si dimostra fin da subito un posto fantastico. Il parco sul mare con la piscina pubblica a disposizione, i barbecue a disposizione di chi vuole cenare in riva al mare e i kakatua curiosi rendono il tramonto sulle Withsunday ancora più spettacolare. Finalmente ci sentiamo in Australia e in vacanza, soprattutto dopo esserci fatti fuori una t-bone cucinata da noi assieme a un ottima bottiglia di vino australiano.

Magnetic Island

 

Airlie Beach

26 agosto: grazie all’hotel prenotiamo l’escursione per le Withsunday con la Whitehaven Xpress (140 AUD a testa)che ci permette con un unico giro di visitare il top delle isole Whitehaven Beach e Hill Ilnett. Nonostante qualche nuvola ci godiamo lo stesso il panorama, riuscendo persino a fare un bagno nell’acqua non così fredda come ci avevano raccontato. Sulla spiaggia ci imbattiamo anche su una pericolosissima caravella portoghese, una sorta di medusa che può essere talvolta mortale. Lo spettacolo dalla collina è entusiasmante e buono anche il barbecue sulla spiaggia assieme ai varani del luogo. Nel pomeriggio rientriamo in hotel dove ceniamo di nuovo a base di bistecche, vino e formaggi.

27 agosto: lasciamo Airlie Beach con dispiacere e ci dirigiamo verso sud. La giornata è intermente dedicata a un lungo spostamento di quasi 500 km. Unita tappa sarà l’Eunegella N.P. dove si possono avvistare gli ornitorinchi. Il posto è molto carino, ma arriviamo a un orario in cui vedere i piccoli e strani animali è quasi impossibile. Proseguiamo fino ad arrivare a Rockhampton dove ci fermeremo per la notte all’Archer Park Motel (94 AUD). Cena a buffet in centro nella capitale della carne, peraltro molto deludente.

 

Withsunday

Withsunday

Whitehaven Beach

Kakatua

Urangan Pier

 

28 agosto: riprendiamo la nostra strada fino ad arrivare a Hervey Bay. Qui pernotteremo per 2 notti al Beach Side Motor Inn (198 AUD). Tramite l’hotel prenotiamo le due escursioni per i giorni successivi con la Tasman Venture (278 AUD) a testa, Fraser Island e il Whale Watching. Il pomeriggio lo passiamo a gironzolare per Hervey Bay, lungo le varie spiagge e il lungo pontile di Urangan. Cena barbecue in hotel.

29 agosto:  di buon ora ci vengono a prendere davanti all’hotel. Da Urangan prendiamo il ferry per Fraser Island. Prima piccola sosta al Kingfisher Bay Resort dove racimoliamo tutti i partecipanti all’escursione e poi via alla scoperta dell’isola con un bus 4x4. L’isola è interamente sabbiosa e i percorsi interni sono percorribili esclusivamente con 4x4. Spesso ci si insabbia, ama f parte del gioco pure quello. L’isola è molto particolare, con la sua foresta pluviale che cresce nella sabbia, il Lake Mackenzie balneabile che sembra un mare caraibico, nonostante l’acqua gelida e la sua lunghissima spiaggia di 170 km, usata come strada vera e propria da jeep, bus e persino piccoli velivoli.

E’ fantastico sfrecciare sul bagnasciuga mentre ti atterra di fianco un aereo. Il ritorno verso l’hotel è un po’ più movimentato. Il bus si insabbia più di una volta e per poco non perdiamo il ferry di ritorno. In serata arriviamo in hotel comunque soddisfatti.

Fraser Island

Fraser Island

Lake Mackenzie

30 agosto: al mattino il forte vento non annuncia nulla di buono. Alla fine l’escursione per il whale whatching viene annullata (e rimborsata). Delusissimi per non perdere l’intera giornata decidiamo di continuare per la nostra strada spingendoci verso Brisbane. Facciamo una sosta all’Australian Zoo (54 AUD a testa), fondato da Steve Irving che raccoglie tutte le specie animali australiane. Lo zoo è grande e ne vale davvero la pena, anche grazie ai suoi spettacoli, come quello con gli enormi coccodrilli. Ci fermiamo a dormire a Alexandra Headland sulla Sunshine Coast al Alex Beach Cabin (90AUD).

31 agosto: con nostra grande sorpresa scopriamo di poter prenotare l’escursione di whale whatching della Tasman (110 AUD a testa) anche da qui. Così fermato il tour del pomeriggio ritorniamo a Hervay Bay dove finalmente riusciamo  a salire sulla barca. Il cielo è un po’ nuvoloso, ma meglio di niente. L’esperienza con le balene è una delle più belle mai fatte, emozionante la possibilità di interagire con loro.

 

Australian Zoo

Il tempo sembra essere mai troppo, ma dopo 4 ore di escursione ce ne torniamo indietro più che soddisfatti. Ci fermiamo a dormire a Maryborough all’Arkana Motel (83 AUD) poco più a sud di Hervey Bay.

Australian Zoo

Whale Whatching

Whale Whatching

Underwater World

 

1 settembre: prima di arrivare a Brisbane ci fermiamo a Mooloolaba per vistare l’Underwater World (30 AUD), il più grande acquario oceanico del Queensland. Molto bello il tunnel con gli squali. Quindi sosta di un paio d’ore a Brisbane per una veloce visita della città. Ci fermiamo a dormire a Broadbeach al Browns at Broadbeach (90 AUD) vicino a Surfers Paradise. Nel pomeriggio giro per una delle più famose località di mare del Queensland, paragonabile alla nostra Rimini dai tanti hotel, locali e giovani in giro anche se non è stagione. Finalmente prendiamo la maglietta dell’Hard Rock Cafè, quindi spesa e cena in camera. Il paesaggio australiano è davvero cambiato e le strade solitarie dell’outback e la foresta pluviale del Queensland lascia spazio a vivaci cittadine, traffico e movimento. Sembra di essere tornati nella civiltà, anche se con rammarico.

2 settembre: riprendiamo la nostra strada verso Sydney. Lasciamo il Queensland ed entriamo nel Mew South Wales. Il panorama cambia di nuovo lasciando spazio a verdi colline e villaggi solitari sul mare.

Ci fermiamo a dormire a Port Macquarie, più o meno a metà strada da Sydney al Le George Waterfront Motel (89 AUD). Cena a base di pesce fritto e ottimo vino bianco. Quello che c’è di bello in Australia che anche nel motel più scalcinato si possono trovare in frigo due bicchieri freschi per il vino.

3 settembre: Dopo aver visto finalmente i nostri primi canguri in libertà finalmente arriviamo a Sydney. Lasciamo la macchina in aeroporto e con lo shuttle (14 AUD a testa) ci facciamo accompagnare al nostro hotel il Travelodge Wynyard (177 € per tre notti prenotato dall’Italia). Purtroppo piove e per non restare fermi in hotel tutto il giorno ci compriamo degli ombrelli. La temperatura è un po’ cambiata e grazie al brutto tempo ci tocca abbandonare le maniche corte. In serata smette di piovere e un bel giro di notte a Circular Quay non ce lo toglie nessuno. La vista dell’Opera House e dell’Harbour Bridge illuminati è impareggiabile.

 

 

Sydney-Opera House

Sydney

 

4 settembre: il cielo è nuvoloso, ma non piove ed è già qualcosa. La prima vista della mattinata è dedicata alla zona di Darling Harbour. Non troppo lontano visitiamo che il mercato del pesce dove torneremo per pranzo. Finalmente esce il sole, il cielo si pulisce e ritorniamo in maniche corte. Visitiamo il quartiere di The Rocks e saliamo sul pilone dell’Harbour Bridge dove si possono scattare bellissime foto sulla baia di Sydney, una delle più belle al mondo a nostro parere. Finiamo la giornata gironzolando per le vie del centro. In serata ci ritroviamo con alcuni vecchi amici di ritorno da Samoa con cui mangiamo una pizza con vista sull’Opera House illuminata.

Sydney

 

Sydney-Harbour Bridge

5 settembre: escursione a Manly da fare assolutamente per ben due motivi. Il primo è la vista spettacolare della baia dal ferry che da Circular Quay porta a Manly. Il secondo è la splendida Manly Scenic Walway, una passeggiata di 10 km lungo buona parte della baia tra sontuose ville e punti panoramici eccezionali. Torniamo a Sydney in bus.

6-7 settembre: ultimo mattina a Sydney e ultimo giro in centro per souvenirs. Nel primo pomeriggio prendiamo il volo di ritorno per l’Italia. La prima tratta di 14 ore fino ad Abu Dhabi sembra non finire più anche grazie ai nostri monitor non funzionanti. Riusciamo ad avere un’altra fila di sedili e a questo punto ci dividiamo dormendo ognuno sui due propri sedili a disposizione (non tutto il male viene per nuocere visto che saremo risarciti del disagio da 20000 miglia accreditate sulle nostre tessere Etihad). Arriviamo in Italia il 7 settembre, stanchi ma soddisfatti del bellissimo viaggio.

 

Sydney

Manly Scenic Walway

 

Manly Scenic Walway