5 gennaio: partiamo puntualissimi da Malpensa per Londra Heathrow alle 8.05. Arriviamo in anticipo e aspettiamo un’ora e mezza prima di prendere il bus, National Express, per Gatwick, l’altro aeroporto di Londra dove prenderemo il volo diretto ad Antigua. Il volo è abbastanza tranquillo e verso le 18.30 arriviamo sull’isola.  Andiamo subito a recuperare l’auto noleggiata per una settimana tramite Dollar. Eravamo indecisi se noleggiare o meno l’auto o usare altri mezzi per girare l’isola, ma col senno di poi la macchina è davvero indispensabile se si vuole vedere davvero qualcosa ed essere comunque indipendenti. Certo inoltrarsi in strade sconosciute di notte, senza aver ben chiaro dove andare e soprattutto con la guida in inglese non è semplice, ma dopo aver fatto scorta d’acqua riusciamo a  raggiungere l’hotel The Anchorage a English Harbour. Ho scelto questo hotel perché oltre ad essere uno dei meno cari di Antigua, si trova in una zona splendida, English Harbour, una zona abbastanza ricca di ristoranti e soprattutto molto carina da girare la sera. Inoltre ha il wifi gratuito, anche se praticamente ovunque sull’isola si trovano collegamenti wifi gratuiti.

La reception dell’hotel è già chiusa quando arriviamo, ma come da accordi presi in precedenza troviamo la nostra camera aperta e la chiave nel cassetto. Il giorno dopo avremmo fatto il check in.

6 gennaio: decidiamo di fare la prima colazione nel bar sotto l’hotel, ma dopo aver speso ben 5 $ per un caffè e un the, scopriamo con nostra fortuna di poter noleggiare un bollitore con le tazze per soli 2 $ al giorno così da poterci fare le nostre colazioni in camera. Dopo aver conosciuto Marylin, al proprietaria dell’hotel cominciamo la nostra avventura nella scoperta dell’isola. Partiamo verso St. John, la capitale, in cerca di un supermercato dove far rifornimento d’acqua e prendere qualcosa per le colazioni future. Ne troviamo uno molto grande oltre la città, molto fornito. Quindi proseguiamo per visitare le spiagge più a nord a cominciare con Dickenson Bay. E’ una spiaggia attrezzata abbastanza frequentata, ma troviamo un angolino dove stare tranquilli e farci il nostro primo bagno. Il primo impatto con l’acqua è piacevole, più calda di quanto ci aspettassimo. Dopo essere stati lì un paio d’ore riprendiamo la macchina in cerca di una spiaggia più tranquilla. Ci fermiamo poco più giù a Runaway Beach in effetti molto più tranquilla e non attrezzata. Facciamo un altro bel bagno, quindi ce ne torniamo verso l’hotel. Prima però facciamo un salto a Shirley Hights, un punto panoramico proprio sopra English Harbour dove si può ammirare la bellissima baia sotto e degli splendidi tramonti. Rimaniamo fino a quando il sole non scende del tutto, proprio dietro all’isola di Montserrat che si vede in lontananza, quindi andiamo a farci una doccia e fuori a cena. Sul mangiare Antigua non è proprio a buon mercato e se si vuole stare sull’economico bisogna accontentarsi di hamburger e patatine. Dopo cena facciamo un giro sul molo per vedere le barche a vela attraccate. Ce ne sono davvero di enormi e lussuose. Stanchi andiamo a dormire con la musica che ci accompagna nel sonno, sì perché a English Harbour ballano e cantano tutte le notti fino a tardi.

 

Dickenson Bay

 

Runaway Beach

English Harbour

Tramonto su Montserrat

Tree Fig Drive

 

 

7 gennaio: facciamo colazione tranquilli sui tavoli del bar chiuso (quello serale, perché ce n’è anche uno del mattino poco più in là) dove c’è il collegamento wifi. Continuiamo con l’esplorazione della parte ovest dell’isola, questa volta partendo da sud. Percorriamo la Tree Fig Drive, una strada panoramica che si estende all’interno della foresta pluviale, molto bella. Ci fermiamo alla Turners Beach, i colori del mare sono fantastici, ma la spiaggia è un po’ affollata da crocieristi, quindi dopo un bagno veloce proseguiamo per Ffrye Beach, una delle più belle spiagge di Antigua. Non attrezzata, poca gente e soprattutto un mare turchese fantastico, anche se l’acqua non è proprio limpida. In realtà pochissime spiagge sull’isola hanno acqua cristallina, ma questo non danneggia troppo i colori del mare. Di fianco a Ffrye Beach c’è un’altra bellissima spiaggia, Coco Beach con gli stessi colori, ma attrezzata. Proseguiamo fino alla zona di Jolly Harbour. Senza dubbio è la parte più turistica dell’isola e dopo aver fatto un salto al supermercato scappiamo subito da lì. Tornando indietro cerchiamo una strada che dovrebbe portare al punto panoramico Boggy Peak. Troviamo a fatica la strada che è consigliata per i fuoristrada e dopo un po’ capiamo perché: la pendenza è davvero troppa per una qualsiasi macchina e senza le ridotte non si va da nessuna parte. Ce ne torniamo quindi indietro per ammirare il tramonto sul molo in mezzo alle barche. Cena al solito ristorante, una bella birra prima di andare  a dormire così concludiamo la serata.

Ffrye Beach

Coco Beach

Tramonto a English Harbour

8 gennaio: cominciamo la mattinata con una gomma bucata. Meno male che ce ne accorgiamo nel parcheggio. La sostituiamo col ruotino e visto che le gomme non sono comprese nell’assicurazione ci facciamo spiegare dove farcela  riparare. Troviamo il gommista a quasi a St. John dove per pochi dollari ci ripara e rimonta immediatamente la ruota. Partiamo per la costa est cominciando da Long Bay. Qui l’acqua è trasparente essendoci il reef vicino, ma la spiaggia è abbastanza affollata. Rimaniamo fino al pranzo poi andiamo a scattare qualche foto al Devil Bridge, un ponte naturale di roccia. Quindi il pomeriggio lo passiamo ad Half Moon Bay, un’altra bellissima spiaggia, lunghissima e con poca gente. Qui il mare non è proprio tranquillo, ma bello lo stesso. Imperdibile la spiaggia a forma di mezza luna dall’alto. Per cena andiamo a St. John al nostro supermercato preferito dove fanno anche piatti caldi da mangiare sul posto.

 

Long Bay

Devil Bridge

Half Moon Bay

Half Moon Bay

Rendevouz Bay

 

9 gennaio: la giornata è dedicata alla scoperta di Rendevouz Bay. La spiaggia è abbastanza isolata e ci si arriva solo in barca, a piedi o con una 4x4. Noi naturalmente andiamo a piedi. Il seniero non è per niente agevole e non è facile trovarlo. Dopo aver chiesto varie volte troviamo l’imbocco di un ripido sentiero che passa in mezzo alla foresta. Bisogna salire e scender una collina per poi arrivare alla spiaggia tanto agognata, il tutto in poco più di un’ora. Ci sono pochissime persone e la spiaggia è anche molto lunga, quindi riesci a quasi a sentirti da solo. Rimaniamo diverse ore, quindi rientriamo nel pomeriggio e dopo una docia facciamo un giro ai Nelson Dockyard, proprio accanto al nostro hotel. Si tratta di un ex base navale britannica del XVIII secolo completamente ristrutturata e trasformata in un porticciolo turistico con vari ristoranti e bar. Ci godiamo birra a tramonto lì poi cena al nostro solito ristorante.

10 gennaio: dopo aver prenotato tramite Marylin il tour a Barbuda che faremo il girono dopo, ritorniamo ad Half Moon Bay per vederla con la luce dal mattino. Rimaniamo a lungo, facendo lunghe passeggiate e tanti bagni. L'acqua è sempre mossa in questa baia, ma molto divertenete. Quindi nel primo pomeriggio ci fermiamo a Pigeon Beach, una spiaggia vicino al nostro hotel che raggiungiamo tranquillamente a piedi. L’acqua è molto bella, anche se c’è un po’ di gente. Andiamo a cena a St. John quindi a dormire.

 

 

Pigeon Beach

Indian Cave

 

11 gennaio: ci svegliamo prestissimo e dopo colazione andiamo a St. John dove lasceremo la macchina e ci imbarcheremo sul Barbuda Express, l’unico ferry che va a Barbuda. Ci vogliono circa 2 ore di mare mosso, metà della gente sulla barca sta male visto il mare agitato. A Barbuda ci aspetta un pulmino che carica noi e un’altra decina di persone per fare il tour dell’isola. Cominciamo con la visita alle Indian Cave a Two Foot Bay, quindi ci dirigiamo alla spiaggia di Low Bay che raggiungiamo in barca dopo aver attraversato la laguna.  Qui ci fermiamo per il pranzo e per un lungo bagno in una delle spiagge più belle al mondo, almeno per quanto ci riguarda. La spiaggia è lunga ben 17 miglia di sabbia bianca e rosa. Il colore del mare sembra finto e l’assenza totale di persone fa sembrare questo posto un set cinematografico tanto è bello e perfetto. Continuiamo quindi il tour con la visita al Santuario delle fregate, all’interno della laguna, un’area protetta dedicata alla riproduzione di questi magnifici uccelli marini. Ce ne sono davvero tantissimi e riusciamo a vedere anche qualche piccolo. Torniamo quindi ad Antigua in serata, ci fermiamo in città a mangiare qualcosa e poi torniamo in hotel.

Low Bay

Low Bay

Santuario delle fregate

12-13 gennaio: è il nostro ultimo giorno e visto che nel pomeriggio avremo il volo per Londra rinunciamo ad andare in spiaggia. Ci prendiamo la mattinata con comodo gironzolando per English Harbour. Quindi andiamo a St. John a visitare la zona del molo, dove attraccano le crociere e pieno di negozi duty free e souvenir. Pranziamo in un ristorantino in centro a base di conch, hamburger e patatine, quindi dopo un’altra bella passeggiata andiamo in aeroporto dove lasciamo la macchina e ci imbarchiamo per Londra. Arriviamo a Gatwick quindi facciamo la stessa trafila dell'andata  per il cambio aeroporto e ripartiamo da Heathrow per Milano.

 

 

St. John