A distanza di 4 anni dal nostro ultimo viaggio alle Bahamas ci viene offerta una nuova occasione per visitare un’altra isola di questo splendido arcipelago. Peter e Betty, proprietari del B&B di Exuma dove avevamo alloggiato nel 2005 ci offrono l’opportunità di essere i primi ospiti della nuova casa sulla spiaggia da loro costruita sull’isola di Long Island, non troppo distante dalla stessa Great Exuma e da loro chiamata “Casa tramonto stupendo”. Long Island è un’isola turisticamente più arretrata rispetto alla vicina Exuma, ma questo la rende ancora di più particolare e meravigliosa, grazie alle sua spiagge incontaminate e deserte.

23 maggio 2009: Il primo dettaglio da affrontare è come raggiungere l’isola. Non ci sono voli diretti dagli Stati Uniti e gli unici voli avvengono da Nassau (tutti i giorni) o da Exuma (solo qualche giorno alla settimana) e in genere al mattino presto. Questo rende quasi obbligatorio fare la prima notte in una di queste isole. Noi optiamo per Nassau collegata tramite numerosi voli da Miami. Così dopo aver trovato un’ottima tariffa su Miami a soli 400 e con Iberia, partiamo alla volta della città americana dove atterriamo nel primo pomeriggio dopo aver sfatto scalo a Madrid di poche ore. Il volo non è proprio il massimo, l’aereo è vecchio e sporco, l’intrattenimento praticamente inesistente e per un intercontinentale di 9-10 ore non è accettabile. Al terminal di Madrid troviamo uno sportello di American Airlines, così ne approfittiamo per fare il check in anche per il volo Miami- Nassau. A Miami dopo aver superato l’immigrazione abbastanza velocemente, prendiamo il volo diretto a Nassau. American Airlines è sempre la solita e sempre in ritardo.

Atterriamo in serata sulla principale isola delle Bahams e pendiamo possesso delle nostre camere all’hotel Sandyport Beaches Resort a pochi km dall’aeroporto. Questo non è motivo sufficiente per non farci peìlare dai tassisti che ci chiedono ben 30 $ per raggiungere l’hotel a soli 7 km di strada. Vabbè è tardi, non vogliamo questionare e probabilmente le tariffe sono quelle. Siamo in 4 e dividiamo, almeno quello. Cerchiamo un posto per mangiare, ma trovare un ristorante aperto alle 8 di sera è un grosso problema. Ne troviamo uno con la cucina chiusa, ma il bar aperto. Dobbiamo mangiare qualcosa e ci vengono proposte delle tapas in stile caraibico. Un enorme piatto pieno di leccornie di carne, pesce e verdure e alla fine ci sfamiamo e anche bene. Quindi dritti a letto, la stanchezza è tanta che il la differenza di fuso manco si fa sentire. Oltretutto abbiamo il volo il mattino dopo alle 6.30 quindi la sveglia è abbastanza presto.

Spiaggia della casa di Peter

 

24-29 maggio 2009: Finalmente  partiamo alla volta di Long Island. Ad aspettarci è Peter all’aeroporto, ci carica sulla sua macchina e ci porta alla casa sulla spiaggia dopo averci fatto fare un breve giro nei dintorni e la spesa al primo piccolo supermercato che incontriamo. La casa è davvero bella, nuovissima e attrezzatissima. E’ divisa in due appartamenti, ognuno con 2 camere da letto e c’è persino la possibilità di prenotarli assieme unendoli in un unico appartamento. Peter e Betty ci illustrano la casa, la bellissima spiaggia e tutto quello che possiamo fare e visitare sull’isola. Gentilissimi come sempre ci lasciano a disposizione l’auto a noleggio così da poter girare l’isola in piena libertà.  Dopo averli riaccompagnati in aeroporto ci rilassiamo un po’ in spiaggia davanti a casa. L’esplorazione vera e propria comincerà il giorno dopo.

Nei sei giorni che siamo rimasti a Long Island siamo andati alla ricerca delle spiagge più belle e particolari. Esiste una sola strada che taglia da nord a sud l’isola lunga ben 130 km e dopo averla girata quasi tutta abbiamo tirato le nostre conclusioni su quali siano i posti più belli e indimenticabili:

-         Cape Santa Maria: è forse la più bella classica spiaggia di Long Island ed considerata una delle 10 più belle spiagge del mondo. E come dargli torto! Si trova nella parte nord-ovest dell’isola ed è facilmente raggiungibile in auto. La sabbia bianchissima e l’acqua che va dall’azzurro al blu intenso rende incantevole questa spiaggia dove sembra di nuotare in un’enorme piscina naturale. L’acqua è poco più fresca rispetto ad altri luoghi, forse per le correnti, ma niente di particolarmente fastidioso. Sulla spiaggia si affacciano diverse ville private e sol un resort di livello. In fondo alla spiaggia, dove la sabbia lascia spazio agli scogli si erge una villa bellissima, una volta di proprietà di Liz Taylor. Proprio in quel punto è attecchito del corallo e c’è la possibilità di fare snorkeling.

 

Cape Santa Maria

-         Columbus Point: Long Island è la seconda isola caraibica toccata da Cristoforo Colombo e proprio in questo punto all’estremità nord dell’isola ha attraccato. Qui il mare si insinua verso l’interno, creando a seconda delle maree una laguna bellissima. Per raggiungerla bisogna camminare parecchio, ma ne vale la pena. L’acqua bassa è caldissima e ogni tanto spunta qualche granchio enorme. La laguna era completamente deserta e sembrava davvero di aver raggiunto un’isola deserta.

 

Columbus Point

-         Love Beach: sulla costa est, forse non è la più bella spiaggia dell’isola ma è altrettanto particolare con le sue lunghe e basse onde e un relitto di una nave abbandonate all’estremità. Merita un salto per un’occhiata.

 

Love Beach

-         Dean’s Blue Hole:  è uno dei più profondi, oltre 200 m in prossimità di una bella spiaggia vicina a Clarence Town. Ha un diametro di 25-35 m ed è un fenomeno tanto eccezionale quanto meraviglioso. Volendo ci si può nuotare all’interno, anche se di un certo effetto. Lungo la parete sommersa del Blue Hole sono nati dei coralli ed è pieno di pesci, un ottimo posto per fare snorkeling. Forse è il posto più affascinante di Long Island, Tanto che ci siamo tornati per ben due volte.

 

Dean's Blue Hole

-         Gordons Bay: all’estremità sud dell’isola è un’altra bellissima spiaggia e molto meno frequentata rispetto ad altre, forse perchè più lontana dai centri abitati. Camminando lungo la spiaggia verso nord si raggiunge uno dei punti che più mi ha impressionato per bellezza, acque cristalline, fauna marina e non: è l’ingresso di Fords Channel dove il mare si insinua all’interno di una canale, creando piccole lagune piene di pesce e circondate da mangrovie. Il posto è paradisiaco e le maree creano piccoli isolotti di sabbia in mezzo al mare. Essendo raggiungibile solo a piedi dopo una bella e lunga camminata o in barca non è per niente frequentata, per lo meno da esseri umani. Squali, barracuda, tartarughe, sono tra gli animali marini che abbiamo visti, ma mai ci ha meravigliato di più nel trovare i fenicotteri riposarsi proprio su uno dei tanti lembi di sabbia che escono dall’acqua. E se non disturbati si può fare il bagno proprio accanto a loro o rilassarsi a  mollo nell’acqua calda come in una vasca idromassaggio.

 

Gordon Bay

Fords Channel

Fords Channel

Fenicotteri rosa

L’isola si gira facilmente in macchina, anche se le segnalazioni per le varie spiagge sono quasi del tutto inesistenti. Occorre fare un po’ gli esploratori, senza rimanere delusi di nessun posto.I centri maggiori (non si può parlare di città e si e no di paesi) sono vicino ai due aeroporti: lo Stella Maris a nord e Deadman’s Cay al centro-sud. La capitale, Clarence Town è poco più che un piccolo pese, poche case, due chiese e un porticciolo. Esiste solo un “grosso” supermercato più o meno al centro dell’isola, a pochi km della casa di Peter e quindi comodo per gli approvvigionamenti. Abbiamo praticamente sempre mangiato a casa, tranne una sosta per un pranzo a sud giusto per assaggiare uno dei molluschi tipici delle Bahamas, il Conch. I turisti, per lo meno quando siamo stati noi, erano pochissimi e dopo un paio di giorni sull’isola ci si sente parte degli stessi abitanti. Insomma una delle più belle avventure da fare.

Key West

 

30-31 maggio 2009: in mattinata siamo ripartiti per Miami facendo scalo sempre a Nassau. Arrivati in Usa prendiamo l’auto che avevamo prenotato dall’Italia e ci siamo diretti a Key West dove abbiamo dormito una sola notte al Comfort Inn. Purtroppo essendo di sabato non siamo riusciti a trovare sistemazioni in centro per un prezzo accettabile e per un solo giorno, ma non abbiamo trovato problemi a parcheggiare l’auto. Cos’ ci siamo fatti il nostro giro in centro, tra negozi e locali. Un po’ più di vita rispetto ai sei giorni in completo riposo e tranquillità. Il mattino successivo, dopo un’altra bella passeggiata per Key West siamo tornati a Miami per il nostro ultimo girono. Lì abbiamo alloggiato all’Albion Hotel, in pieno South Beach. Questo ci ha permesso di poter girare a piedi senza preoccuparci di parcheggi o cose simili e di fare la nostra passeggiata serale su Ocean Drive.

1 giugno 2009: abbiamo a disposizione solo la mattina che sfruttiamo in un giro sulla monorotaia in downtown. Quindi dopo aver riporta l’auto all’aeroporto ci siamo imbarcati per tornare in Italia. Fortunatamente Iberia era in overbooking e siamo riusciti a farci cambiare le carte d’imbarco per un volo Alitalia diretto a Roma. Dopo l’esperienza della compagnia spagnola ben venga la tanto criticata compagnia di bandiera, con cui tra l’altro abbiamo volato benissimo.