Diario di viaggio: Forida-Suncoast 2007

 

3 maggio: Partenza da Malpensa destinazione Miami, volo Alitalia. Tanto per cambiare c’è giusto uno sciopero della nostra amata compagnia di bandiera; fortunatamente il nostro volo è risparmiato dalle cancellazioni, ma non ai ritardi. Rammaricati dal fatto che ci hanno cambiato i posti prenotati in precedenza, ci avviamo alla nostra fila 31: l’aereo è un vecchio 767. Non pretendevo il monitor personale, ma almeno qualcosina in più dello schermo centrale che vedono solo quelli che sono seduti davanti! Pazienza, la fortuna ci assiste lo stesso. Il volo non è pieno e proprio la fila centrale accanto a noi è vuota. La occupiamo immediatamente: Luca si corica sul suo divano a tre posti, io sul mio a due, ma va bene lo stesso. Dormiamo quasi tutto il viaggio, 10 ore di volo così sono una vera pacchia! Arrivati a Miami passiamo la dogana miracolosamente in un solo quarto d’ora. Andiamo subito alla Dollar a prendere l’auto a noleggio: una Caliber della Dodge, come economy direi più che spaziosa per noi. Ormai si son fatte le 4 del pomeriggio, la giornata è quasi andata, decidiamo quindi di raggiungere Kissimmee dove passeremo la prima notte.

Dodge Caliber

Ma uscire da Miami a quell’ora è una vera impresa. Le strade sono tutte bloccate dal traffico. Ci fermiamo a mangiare qualcosa a Fort Pierce al Golden Corral, una catena di ristoranti a buffet presenti in molti stati degli USA e in particolare in Florida. Con soli 12 $ mangiamo e beviamo tutto ciò che vogliamo e riempiamo lo zaino di cookies per la colazione del giorno dopo. Verso le 7.30 di sera, poi proseguiamo verso la nostra meta che raggiungiamo alle 11 di sera. Cerchiamo un motel a buon prezzo, ma a quell’ora chissà perché decidono di alzare le tariffe e paghiamo ben 50 $ + tasse un Days Inn scalcinato, senza nemmeno la colazione.

Inverness

Homosassa Spings

4 maggio: stanchi dal viaggio riusciamo a dormire tutta la notte senza sentire troppo la differenza di fuso. Ci fermiamo a fare benzina e a prendere il nostro bicchierone di caffè per fare la colazione con i nostri biscottini. Facciamo un giro ad Orlando (al mattino presto è una gioia girare in città, non c’è nessuno e troviamo persino posto al parcheggio gratuito in centro. Facciamo una passeggiata intorno al lago quasi asciutto e ripartiamo per la nostra prima meta: Homosassa Springs State Wildlife Park, l’unico posto in Florida dove possiamo ammirare tutto l’anno i lamantini nel loro ambiente naturale. E non rimaniamo delusi: puntuali si presentano per il pranzo dove un solerte ranger del parco si tuffa in acqua per dare le carote a questi enormi, ma pacifici animali. Nel parco troviamo anche alligatori, rettili, uccelli, puma, tutti animali della Florida più un ippopotamo africano (ancora devo capire cosa ci faccia lì), probabilmente una star delle pubblicità messo lì in pensione. Prima però di arrivare al parco facciamo una piccola sosta ad Inverness per una passeggiata su una passerella di legno lungo le rive di un laghetto dove possiamo ammirare nell’acqua bassa, pesci, tartarughe e uccelli di palude tra le ninfee in boccio. Nel primo pomeriggio arriviamo a Clearwater Beach e andiamo a cercare subito un posto per dormire. Avevo dietro una lista di motel-appartamenti a buoni prezzi, ma il primo della lista è pieno (è venerdì e ci servono giusto due notti per il fine settimana). Di fianco c’è giusto il secondo della lista, il Golden Villa. Da fuori non sembra un gran che, ma la posizione è ottima, di fronte c’è la spiaggia ed è a pochi passi dal Pier 60, centro della vita serale. Chiediamo di farci vedere la camera e con nostra sorpresa troviamo un appartamentino molto carino e pulito, con tanto di cucina, un bel divano, due letti (un queen e un singolo), televisione e un bagno più che dignitoso. Accettiamo subito la stanza che ci viene a costare 145 $ per due notti, tutto sommato abbastanza onesto. Molliamo giù i bagagli, ci infiliamo il costume e ci andiamo a gettare in mare immediatamente. L’acqua è pulita e calda, la spiaggia è bianchissima, anche se un po’ affollata per i nostri gusti. Una piccola passeggiata sul molo dove i pellicani invece di pescare elemosinano i pesci direttamente dai pescatori. Poi andiamo a cambiarci per la cena, al solito Golden Corral. Prima di andare a dormire (il fuso si fa sentire un po’) facciamo una passeggiatina sul lungomare.

Homosassa Spings

Homosassa Spings

Clearwater Beach

5 maggio:  la zona di Clearwater è famosa per le sue spiagge bianchissime. Tra le più famose c’è quella delle Caladesi Island e di Fort de Soto.  La giornata odierna sarà dedicata appunto alla prima. Ci facciamo spiegare come raggiungere l’isola. Ci sono due possibilità: o si va in auto fino ad Honeymoon Island e da lì si prende il traghetto (troppo complicato) o si lascia la macchina in un punto non ben determinato di Clearwater beach e si va a piedi in 45 minuti. Ritenendo che questo fantomatico parcheggio fosse abbastanza vicino al nostro hotel, partiamo direttamente a piedi da qui, ma scopriamo solo una volta arrivati di aver fatto ben 6 km a piedi, quasi tutti lungo la spiaggia. Accaldati ci buttiamo in acqua, limpidissima e non troppo fredda. In effetti la spiaggia è bella, se non fosse per il problema, credo di stagione, delle alghe sulla spiaggia (ma non in acqua) che sporcano un  pochino la sabbia bianchissima. Inoltre alla fine della mattinata inizia a salire la marea che si comincia a mangiare buona parte della spiaggia. Visto che siamo a piedi decidiamo di tornare indietro, sotto il sole cocente delle 2 del pomeriggio. A metà strada troviamo un bar che fa degli ottimi frullati di frutta e gelato per tirarci un po’ su dal caldo. Torniamo in hotel a riposarci, poi una passeggiata, quindi la cena nel solito posto.

Caladesi Island

Fort de Soto

6 maggio: facciamo i bagagli e partiamo per Fort de Soto, una delle spiagge più belle di tutti gli USA. Per entrare sull’isola dal ponte si paga 1.65 $. Il parco è grande e ben attrezzato Essendo domenica le famiglie arrivano presto per accaparrarsi i tavoli per il loro barbecue. C’è qualcuno che ha dei barbecue talmente grandi che lo portano con un carrello attaccato all’auto. La spiaggia è molto bella e non ancora affollata (anche perché sono tutti alle prese ad accendere carbonella per la brace. Facciamo il nostro bagno, poi la nostra solita passeggiata e prima che ci venga fame per i profumi della carne sul fuoco ce ne andiamo. Veramente volevamo fare conoscenza con qualcuno per farci invitare ad un barbecue, ma non ce l’abbiamo fatta. Ci accontentiamo di un Mc Donalds e riprendiamo la strada in direzione Fort Myers. Lungo la strada  facciamo un giro panoramico per Naples (è veramente carina), quindi arriviamo a Fort Myers Beach dove troviamo da dormire in un motel carino per 79 $ più tasse. Certo forse si poteva trovare qualcosina in meno, ma non avevamo più voglia di cercare, mettiamo giù la macchina e facciamo un giro a piedi.

Purtroppo c’è molto vento e di bagno non se ne parla proprio, anche se in molti lo fanno lo stesso. Del resto non siamo qui per la spiaggia di Fort Myers, ma per quelle più famose di Sanibel e Captiva Island che faremo il giorno dopo. Non c’è nulla che ci ispiri sul posto per mangiare, andiamo quindi a cercarci un Pizza Hut che non ci delude mai.

7 maggio: ci fermiamo a fare colazione da Dunkin Donuts dove ci compriamo una bella scatola con ½ dozzina di ciambelle e due bei caffè bollenti. Il vento non si è attenuato, ma andiamo in spiaggia lo stesso. Sanibel e Captiva islands sono famose per le loro spiagge ricoperte da conchiglie. Non so se fosse per la stagione o per i ricercatori di conchiglie che costantemente saccheggiano le spiagge, fatto sta che troviamo solo una piccola striscia di una piccola spiaggia ancora coperta da conchiglie, per il resto solo sabbia. Le spiagge sono belle lo stesso, ma per il vento non riusciamo neanche stavolta a fare il bagno. Decidiamo allora di non perdere troppo tempo e dato che abbiamo recuperato due notti rispetto al programma iniziale riusciamo a farci entrare anche le Florida Keys. Quindi partiamo alla volta di Florida City, sulla costa opposta, passando per Marco Island (è cambiata tantissimo dall’ultima volta che ci sono stata e hanno costruito dappertutto) per la strada 41 che passa proprio di fianco alle paludi del parco delle Everglades. Ci fermiamo lungo la strada per ammirare qualche alligatore che prende il sole, quindi proseguiamo. In città troviamo da dormire all’Econolodge per 80 $ con colazione (ma non ci sono più i motel di una volta? I prezzi sono davvero aumentati). Fortunatamente c’è un Golden Corral e un Wall Mart per fare un giro, visto che da visitare non c’è proprio nulla.

Cativa Island

Cativa Island

Sanibel Island

Alligatore

Everglades National Park

8 maggio: la mattina è dedicata al Parco delle Everglades. Arriviamo all’ingresso giusto all’apertura del parco (che in effetti è sempre aperto, ma non la stazione di ranger dove si paga). Abbiamo solo 100 $ da cambiare e visto che non hanno il resto da darci ci fanno entrare lo stesso, dicendoci poi i pagare all’uscita (ma sono davvero così ingenui gli americani?).  Percorriamo in auto tutte le 38 miglia del parco, fermandoci nei vari View Point. In effetti il parco dovrebbe essere girato in canoa per essere gustato pienamente, ma ci accontentiamo dei piccoli percorsi a piedi: il più bello è l’Anhinga Trail, proprio vicino all’ingresso del parco dove si possono ammirare tantissime specie animali, tra cui moltissimi uccelli, tartarughe e soprattutto alligatori. Tentiamo anche un piccolo pezzo di percorso trekking in mezzo alla boscaglie e di fianco a un canale, chiamato Snake Trail (mi attirava molto il nome), ma le zanzare ci assalgono e scappiamo via. Usciamo dal parco e ci dirigiamo verso Key West. Una guida ci consiglia di saltare il primo pezzo della US1 che porta fino a Key West e di arrivare a Key Largo tramite la Card Sound, una strada a pagamento che passa attraverso il Crocodile Lake National Wildlige Refuge, che ha una delle più alte concentrazioni di coccodrilli. Ma dei bestioni nemmeno l’ombra. Riprendiamo  quindi la US1 e raggiungiamo Key West dopo aver attraversato la magnifica strada che collega con tantissimi ponti tutte le isole delle Florida Keys. Arriviamo a  Key West verso le 5 del pomeriggio e ci fermiamo al Visitor Center per avere informazioni sul dormire. Tramite loro prenotiamo un B&B proprio nel centro storico, con tanto di posto auto (130 $ con colazione, per il posto non è un cattivo prezzo).Il B&B è molto carino e ci permette di mettere giù l’auto e giare a piedi almeno per un giorno. Facciamo una passeggiata per la Duvall, la strada principale, piena di negozi e ristoranti. Pensavo fosse bassa stagione, ma la città è piena di gente. Ci fermiamo a mangiare all’Hard Rock Café, gustandoci il tramonto a cena, quindi facciamo un giro per i vari negozi di souvenirs.

Everglades National Park

Everglades National Park

B&B Key West

9 maggio: Purtroppo la colazione non ce la servono fino alle 9 e visto che siamo mattinieri ne approfittiamo per fare una passeggiata per Key West che a quell’ora è semi deserta. Una foto di rito al Southernmost Point, il punto più a sud degli USA continentali, un giro per le case coloniali tra cui quella di Hemingway e poi dritti al B&B a fare colazione. Uno dei cani dei padroni di casa cerca di far sua la mia colazione, e in parte ci riesce facendosi fuori il formaggio che avevo nel piatto. Me ne faccio un altro e stavolta riesco a finire la mia colazione. Solo alla fine il cane ci riprova, ma riesce a inghiottire solo la carta del muffin. La spiaggia di Key West non è proprio il massimo, ma visto che dobbiamo rientrare in direzione Miami decidiamo di fermarci a fare il bagno a metà strada delle Florida Keys, a Bahia Honda State Park, una delle 10 spiagge più belle d’America. In effetti la spiaggia è bellissima e il mare mi ricorda tanto quello delle Bahamas. Nel frattempo telefoniamo ad una nostro amico che abita a Tamarac, vicino a Fort Lauderdale che ci invita a rimanere a dormire e mangiare da lui la sera. Noi accettiamo volentieri, ma prima piccola sosta a Hollywood dove dobbiamo prendere la maglietta dell’Hard Rock Café mancante. In serata facciamo un giro sul lungomare di Fort Lauderdale, molto carino e pieno di locali. Ce ne andiamo a dormire all’una di notte, per noi è davvero tardi per come siamo abituati.

Southernmost Point Key West

Key West

Bahia Honda

Bahia Honda

10 maggio: E’ il nostro ultimo giorno. Mega colazione con le ciambelle di Dunkin Donuts e pranzo a base di bistecche sul barbecue. Nel pomeriggio abbiamo il volo. I nostri amici fanno fatica a lasciarci partire e arriviamo alla Dollar a lasciare la macchina in ritardo per poter fare benzina e riconsegnare l’auto col pieno. Ci fanno pagare quindi la differenza sul posto, da buoni ladri facendoci pagare la benzina bel 6 $ al gallone (il doppio del normale). Arriviamo comunque in orario per il check-in e per i controlli che in USA sono un tantino più severi che in Italia. Il volo di ritorno lo passiamo praticamente insonni. Meno male che c’è qualche film interessante e che il volo dura due ore meno che all’andata. Atterriamo a Malpensa alle 7.30 del mattino.

Per la prima volta ho deciso di tenere aggiornate tutte le spese durante il viaggio. Questo è l’esito:

-          dormire: 503 $ in due per 6 notti

-          mangiare: 207 $ in due per cene, pranzi, colazioni, acqua per 6 giorni

-          benzina: 171 $

-          autostrada e ponti: 32 $

-          entrate ai parchi: 26 $

-          acquisti vari: 47 $

-          noleggio auto 160 €

-          volo aereo 690 € in due

Totale costo del viaggio in due: 1580 €