18/08/08: Partiamo da Milano Malpensa alle 12.00 e dopo uno scalo a Londra di qualche ora (impiegheremo quasi un’ora solo per cambiare Terminal) arriviamo a Denver in perfetto orario verso le 18.30. Il viaggio è tranquillo, soprattutto grazie alla possibilità di usare in due un’intera fila di 3 sedili.

Una volta arrivati e passati i controlli di rito, per la verità nemmeno troppo asfissianti, andiamo a ritirare l’auto all’Alamo, noleggiata tramite Enoleggio: un SUV Midsize al prezzo di 667 € per 19 giorni. Della nostra categoria era rimasto un vecchio Suzuki Gran Vitara, un po’ strettino per la verità, ma i bagagli ci stanno (eravamo in quattro con rigorosamente solo bagaglio a mano), quindi partiamo alla volta della nostra avventura. Che già si ferma prima di uscire dal parcheggio dell’autonoleggio. Senza capire il come e il perché ci fanno parcheggiare l’auto; dopo 10 minuti arrivano con un SUV praticamente nuovo, un Overlook della Saturn 8 posti, grandissimo e meraviglioso (solo più tardi scopriremo che berrà come una spugna).  Non facciamo ulteriori domande e finalmente usciamo alla volta della nostra sistemazione, il Guest House Hotel (prenotato con Booking a 59 $ colazione inclusa).

Dopo una doccia andiamo a fare un giro in centro. Denver, per quanto grande è abbastanza facile da girare in macchina, anche grazie alla I-70 che attraversa l’intera città e in pochi minuti, traffico permettendo,  consente di raggiungere ogni zona. Visto che sono le 8 di sera di traffico non se ne parla tanto che riusciamo a parcheggiare gratuitamente in pieno centro, proprio di fronte alla 16 th St. Mall, la via pedonale principale. Dopo una breve passeggiata ci fermiamo a cena all’Hard Rock Cafè (80 $ in 4) dove raccogliamo il nostro primo trofeo.   Rientriamo in hotel praticamente distrutti.

19/08/08 (675 km): Per fortuna che l’hotel è dotato di WiFi gratuito e che ci siamo portati dietro il notebook. Alle 4 del mattino siamo già svegli per merito del jet lag. Ci colleghiamo a internet e sfruttiamo skype per fare le telefonate in Italia dove è già mezzogiorno. Dopo la colazione in hotel partiamo verso le 6.30. Prima tappa del nostro viaggio è Fort Laramie, in Wyoming. Prima di entrare approfittiamo nel fare il National Park Pass che per soli 80 $ ci permetterà di entrare in tutti i parchi, siti storici e monumenti Nazionali. Per quanto il sito sia importante per la storia americana, soprattutto durante la guerra contro gli Indiani e come tappa del famoso Pony Express, per chi non è un vero appassionato dice poco. E’ comunque un buon posto dove spezzare il lungo viaggio. Per pranzo ci fermiamo in un Drive Inn dove gustiamo ottimi bocconcini di pollo fritto (8$).Nel primo pomeriggio arriviamo al Custer State Park (12 $) in South Dakota. Lo visitiamo percorrendo la Wildlife Loop Road, attraversando praterie e mandrie di bufali. Quindi, attraverso la 16 A, la Iron Mountain Road, una strada che s’inerpica attraverso le montagne, lungo passerelle in legno e tunnel scavati nella roccia raggiungiamo Keystone, ai piedi del Mt Rushmore, la famosa montagna con i 4 presidenti scolpiti nella roccia. Prima di visitarlo però decidiamo di fermare le stanze del nostro motel, il Rushmore View Inn (73 $), quindi andiamo a vedere il National Memorial. L’ingresso è gratuito, ma il parcheggio costa ben 10 $. Una sorta di teatro permette di osservare l’intera opera stando seduti sulla gradinata, mentre  il President Trail è un percorso che permette di arrivare ai piedi delle teste dei presidenti e di osservarli più vicino da ogni angolazione. Terminato il giro ce ne toniamo in hotel e prepararci per la cena. Peccato che nel minuscolo paese i pochi ristoranti chiudano prima delle 8 di sera. Troviamo per miracolo una pizzeria ancora aperta dove ci abbuffiamo letteralmente di pizza (20$), senza dimenticarci di portar via quello che rimane e che ci farà da pranzo per il giorno dopo.

 

Fort Laramie

Mt Rushmore

The Needle

 

20/08/2009 (450 km): Alzatisi alla buon’ora, ore 6.00 am, dopo colazione ci siamo diretti al Crazy Horse dove però non siamo entrati, visto l’eccessivo biglietto d’ingresso per una scultura non finita. Ci limitiamo a fotografarla dalla strada, riprendiamo la nostra macchina e puntiamo Sylvan lake, con una bella passeggiata attorno a questo magnifico incontaminato posto. Quindi imbocchiamo la Needle highway una bellissima strada panoramica tutta curve e spettacolari rocce erose dal vento. Riprendiamo la nostra strada in direzione Badlands, passando da Rapid City che sfioriamo semplicemente. Prima di entrare al parco piccola sosta per cibo e acqua e l’importantissimo frigo portatile in polistirolo che ci accompagnerà fino alle fine del viaggio. Il Parco Nazionale delle Badlands è una bellissima regione di bassi rilievi desertica e priva di vegetazione, dove le rocce erose dal vento hanno forme e colori spettacolari. Scegliamo di entrare dalla porta di Nord-est così da attraversare interamente il parco per ritornare a Rapid City. Facciamo sosta in tutti i View Point, con brevi passeggiate su passerelle. Il sole è forte e il caldo si fa sentire, ma la bellezza del posto supera anche questo. Visto che siamo in possesso di un 4x4 decidiamo di fare anche il Sage Creek Rim Road, una strada sterrata di 40 km con paesaggi completamente diversi, fatti di pascoli di bisonti e interi campi invasi dai Cani della Prateria. Se ne vedono davvero tanti lungo tutto il percorso. Ritorniamo quindi sulla strada principale in direzione di Rapid City dove ci fermeremo la notte a dormire al Days Inn (100 $) con cena a buffet al Golden Corral (29 $). Visto che arriviamo abbastanza presto nulla ci vieta di riposarci un po’ nella piscina dell'hotel.

Crazy Horse

Badlands

Badlands

21/08/2009 ( 640 km): Colazione in hotel e via di nuovo in partenza per il Wyoming. Poco dopo aver attraversato il confine facciamo sosta obbligata a visitare la Devils Tower, sito famoso perché vi è stato girato il film Incontra ravvicinati del terzo tipo di Spielberg. E’ un’enorme roccia stratificata dalla cima piatta che si erge da sola per 264 m dal terreno pianeggiante circostante dove si possono osservare cani della prateria e wapiti. Facciamo un giro a piedi tutto intorno alla torre, quindi riprendiamo il nostro viaggio. Rispetto il nostro piano di viaggio preparato dall’Italia, abbiamo già guadagnato un giorno e dobbiamo decidere dove piazzarlo. Scegliamo il Montana perché no? Uno stato in più da visitare. Prima sosta per pranzo al Subway, poi passato il confine andiamo a visitare Little Big Horne, luogo celebre nella storia indiana per la famosa battaglia dove il generale Custer perse la vita nel 1876. La nostra serata si conclude a Billing con cena al Golden Corral  (27$) e pernottamento al Days Inn (77 $).

 

Devils Tower

Bighorne Canyon

 

22/08/2009 (230  km): Colazione in hotel. Prima di tornare in Wyoming ci fermiamo a visitare il Bighorne Canyon, un bellissimo parco dove dall’alto si può ammirare questo canyon dall’acqua verde. Il parco è poco frequentato dai turisti, tanto che siamo quasi gli unici a percorrere la strada e questo ci dà la possibilità di vedere un sacco di animali nel loro habitat, tra cui i famosi bighorne, i cavalli selvatici e un coyote. Appagati da tanta meraviglia ci dirigiamo a Cody, città fondata nel 1896 da William Cody, alias Buffalo Bill, dove ci fermeremo a dormire al Rainbow Park Motel (65$). Abbiamo tutto il pomeriggio davanti così facciamo un giro per il paesino stile western più una sosta al museo di Buffalo Bill. Lungo la strada prendiamo anche i biglietti per il rodeo da vedere la sera stessa. Così prima di tornare in hotel ci fermiamo a cena in un ristorante messicano (26$) dove divoriamo letteralmente squisite fajitas. Recuperiamo quindi la macchina per andare a  vedere il Rodeo Cody Nite. E’ stato un bellissimo spettacolo, non solo riservato ai turisti e che ti fa calare in piena atmosfera da cow boys. Lo spettacolo dura un paio d’ore, che volano abbastanza in fretta. Quindi a nanna visto che il mattino dopo ci alzeremo presto per entrare finalmente a Yellowstone.

Bighorne

Cody Nite

Cody Nite

23/08/2009 (270  km): Visto che fino alle 7.30 non danno la colazione in hotel decidiamo di saltarla, o meglio di farla da un’altra parte. Usciamo dal paese e ci fermiamo in un grande ipermercato dove oltre alla colazione riempiamo anche il nostro frigo per il pranzo al sacco da fare dentro il parco. Non c’è nessuno in giro, sono appena le 6 e l’aria è molto fresca. Entriamo a Yellowstone attraverso una bellissima strada panoramica e subito un cervo ci dà il benvenuto. Cominciamo già a fantasticare sugli animali che vedremo quando una piccola folla lungo la strada ci fa fermare: non ci possiamo credere uno dei primi animali che vediamo è proprio un orso e nemmeno tanto lontano. Passeggia tranquillo lungo il ciglio della strada rotolando tronchi in cerca di cibo. Dopo aver scattato qualche decina di foto riprendiamo la nostra strada, ma subito ci dobbiamo fermare: un gigante sta venendo verso di noi. Un bisonte passeggia in tutta tranquillità in mezzo alla strada, senza aver paura delle macchine o di altro. Ci fermiamo immediatamente per farlo passare: cominciamo a capire che a Yellowstone i padroni sono loro e questo è molto bello!

 

Orso

Norris Geyser Basin

 

Il primo impatto con Yellowstone vulcano lo abbiamo incontrando il Sulphur Caldron e soprattutto il Mud Volcano che dà già un assaggio di quello che ci aspetterà più avanti. Arrivati in prossimità di Canyon Village prendiamo la deviazione per fare il primo circolo  a nord che ci riporterà al villaggio stesso dove alloggeremo per un paio di notti. Dopo un veloce sguardo alle Virginia Cascade ci fermiamo al Norris Geyser Basin: facciamo una bella passeggiata tra pozze d’acqua colorata, fango ribollente e geyser, una visione che riporta la terra ai tempi primordiali. Il primo impatto col cuore della caldera è fantastico e affascinante. Riprendiamo la macchina e proseguiamo sul loop verso nord fino ad arrivare a Mammoth Hot Springs, un complesso di sorgenti d’acqua calda sopra a una collina di travertino formatasi in migliaia di anni grazie alle formazioni di carbonato di calcio, formando ampie terrazze bianche. Continuando il giro prima di arrivare a Tower Roosvelt, imbocchiamo la Blacktail Plateau Drive, una strada non asfaltata che si inoltra nel parco. Quindi raggiungiamo il Petrified Tree, ciò che resta di un antico albero pietrificato. Proseguiamo costeggiando lo Yellowstone River arrivando al Calcite Springs Overlook dove osserviamo delle formazioni rocciose particolari. Passiamo dalle Tower Falls e prima di andarci a vedere il tramonto al Grand Canyon di Yellowstone, passiamo da Canyon Village (105$)  a prendere possesso delle nostre camere quindi concludiamo il giro a una breve visita al Canyon, accontentandoci del South Rim fino a Artist Point, visto che la strada a nord che porta a Inspiration Point è chiusa. Cena al ristorante self-service (20$) del villaggio e dritti a nanna.

Mammoth Hot Springs

                        

Canyon di Yellowstone

24/08/2009 (150  km): Dopo la colazione (6$) e la spesa per i panini (14$) ripartiamo per il nostro giro. Facciamo benzina a prezzi allucinanti (quasi 5 $ al gallone) quindi prima sosta Artist Paintpots. E’ ancora presto, fa freddo e il sole non è abbastanza alto da rendere l’idea dei colori delle pozze. Ma la giornata è splendida e promette bene. Proseguiamo verso sud, attraversiamo la Firehole Canyon Drive e arriviamo al Lower Geyser Basin dove il nostro primo geyser esplode proprio sotto i nostri occhi, una cosa inaspettata!  Segue il Firehole Lake Drive dove si trova il Great Fountain Geyser: aspettiamo una mezz’oretta per vedere se succede qualcosa, ma niente, mentre poco più avanti un altro geyser comincia a eruttare. Ci accontentiamo di fotografarlo da lontano.

 

Artist Paintpots

Grand Prismatic Spring

 

Ci fermiamo quindi al Midway Geyser Basin forse la zona più bella e interessante del parco. Qui oltre a varie pozze colorate si trova il Grand Prismatic Spring, la più grande sorgente calda di Yellowstone coi suoi 100 m di diametro. Una passerella in legno porta vicino al coloratissimo lago fumante. Proprio di fronte una collinetta permette una vista dall’alto, quindi dopo aver finito il giro riprendiamo la macchina e andiamo a cercare la strada più vicina che porta in cima alla collina stessa. Dall’alto è tutta un’altra cosa, un fenomeno naturale impressionante che tante volte avevo visto sui libri, ma che mai avrei pensato di vedere in tutta la sua bellezza. Dopo le foto di rito ci spostiamo all’Upper Geyser Basin, fermandoci prima al Black Sand Basin dove tra bacini colorati spicca l’Emerald Pool e al Biscuit Basin con la sua Sapphire Pool. L’Upper Geyser Basin è conosciuto per il suo geyser più famoso l’Old Faithful, il più regolare di tutto il parco le cui eruzioni si possono prevedere con uno scarto di 10 minuti. All’ingresso del parco sono esposti gli orari delle eruzioni. Manca poco alla prossima, quindi ci accomodiamo sulle panche per assistere allo spettacolo. Come previsto l’Old Faithful si presenta puntuale, all’inizio con piccoli sbuffi poi in tutto il suo getto che può arrivare fino a  55 metri; il tutto dura qualche minuto, poi tutto torna a tacere. Soddisfatti ci inoltriamo attraverso le passerelle per vedere il resto del bacino che comprende un alto numero di geyser e altre pozze colorate. Nonostante l’alto numero di persone visto che si tratta della zona più visitata del parco ne vale davvero la pena. Finiamo il loop e torniamo al Canyon Village per un’altra cena  (11$) e un’altra notte (105$).

Old Faithful

 

Emerald Pool

25/08/2009 (485  km): Colazione al lodge (9$) quindi finiamo il giro del parco prima di uscirne definitivamente. Prima di arrivare allo Yellostone  Lake ci fermiamo in prossimità di una piccola folla, sicuramente per l’avvistamento di qualche animale. Saliamo su una collinetta e al di là del fiume intravediamo un orso intento a divorare una carcassa di bisonte. Poco prima un coyote ci ha quasi attraversato al strada. Certamente al mattino pesto è molto più facile vedere gli animali. Costeggiamo quindi il lago e ci fermiamo a West Thumb Geyser Basin. Il sole non è ancora alto, peccato! i bacini non rendono nel pieno dei i loro colori. Usciamo dal Yellostone per entrare in un altro bellissimo parco: il Grand Teton. Forse è più un parco per appassionati di trekking; noi ci limitiamo a un giro in macchina con soste nei punti più interessanti dopo aver preso il Driving Tour proprio al Visitor Center del Parco.

 

West Thumb

Grand Teton

 

Diciamo che le soste sono più fotografiche che altro, non abbiamo tempo di fare nessuna camminata. Unica sosta prolungata è quella per il pranzo a Jenny Lake. Ma prima visitiamo la  diga e facciamo un giro  al Signal Mountain Summit Road, punto panoramico da dove si può vedere tutta la valle. Dopo aver quindi costeggiato i due laghi e arrivati a Moose Jct. Prendiamo la 191 verso nord. Imbocchiamo l’Antelope Flat Loop sperando di vedere qualche bisonte, ma di animali nemmeno l’ombra, solo qualche foto ai famosi granai di Mormon Row. Arriviamo fino allo Snake River Overlook, forse il punto più bello per fotografare come insegna proprio Ensel Adams. Torniamo indietro e usciamo dal parco. Ci fermiamo a Jackson Hole pensando di fermarci lì a dormire, ma è ancora presto e il paese è pieno di turisti oltre misura.

Dopo un giro per negozietti riprendiamo la macchina e dopo aver scoperto che a Logan, in Utah c’è un Golden Corral (27$) decidiamo di raggiungere la città per il pernottamento. Facciamo giusto un salto in Idaho dove costeggiamo il Bear Lake e quindi raggiungiamo la nostra meta in serata. Pernottamento al Best Western (88$).

26/08/2009 (450  km): Dopo la colazione in hotel facciamo una visita ad Antelope Island (10$), parco all’interno del grande lago salato di Salt Lake. L’isola è semidesertica e vi si trova solo il Visitor Center e un ranch. Facciamo un giro in macchina con qualche sosta per fare foto. Non c’è anima viva se non qualche animale tra cui scorgiamo un coyote, dei wapiti e bisonti. Torniamo indietro verso la città di Salt Lake City. Prima tappa l’Hard Rock Cafè per acquistare la maglietta. Quindi sosta per il pranzo in un Subway (11$) e visita al centro della città dove fortunatamente troviamo parcheggio gratuito proprio a due passi di Temple Square. E’ il cuore della città dei mormoni dove si trova appunto il Temple, la chiesa principale della comunità più altri vari edifici destinati ad ospitare servizi vari. La città non merita più di qualche ora di visita, quindi riprendiamo la nostra strada costeggiando il Great Salt Lake: lungo la strada solo una bianca distesa di deserto di sale. Prima di raggiungere il confine col Nevada facciamo sosta al Bonneville Speedway, un’immensa pista sulla distesa salata lunga 9 miglia dove vengono effettuate gare di velocità e battuto il record del mondo che supera appunto la velocità del suono. La pista è deserta, apparentemente senza controlli. Occorre però stare molto attenti perché se la pista è liscia e solida, appena al di fuori lo strato di sale cede sotto il peso e si rischia di impantanarsi. Indecisi sul da farsi vediamo passare sulla pista macchine e moto, quindi decidiamo anche noi di provare l’esperienza.

 

Salt Lake City

Bonneville Speedway

 

Dopo qualche metro ci affianca un furgone che ci avverte appunto dei pericoli e di rimanere nel centro della pista, per il resto piena libertà. Ci riteniamo soddisfatti, riprendiamo la strada e ci fermiamo a Wendover. Si tratta di una cittadina di confine a metà tra Utah e Nevada e la differenza tra le due parti è lampante: proprio sul confine sottolineato da una riga per terra, sorgono i primo casinò che danno appunto il benvenuto in Nevada. La cosa strana è che tra le due parti della città c’è un’ora di fuso orario e solo facendo qualche metro si torna indietro nel tempo. Ci fermiamo a dormire in un Motel 6 (40$) nella parte dello Utah, ma è ancora presto, quindi ci rilassiamo un po’ in piscina.  Cena a buffet in Nevada al Nugets Casino (36$).

27/08/2009 (730  km): La giornata di oggi è destinata quasi esclusivamente al trasferimento per Lake Tahoe. Saranno più di 700 km e poco in mezzo da vedere. Ci alziamo cmq presto e facciamo colazione ancora prima, visto che ci fermiamo subito dopo il confine: è la prima volta che mi alzo alle 6 e faccio colazione alle 5! Dopo parecchie ore di viaggio ci fermiamo per il pranzo poco dopo Reno al solito Subway (11$), quindi raggiungiamo Stateline a sud di Lake Tahoe, altra cittadina di confine tra Nevada e California. Anche qui il confine è segnato dall’ultimo casinò. Troviamo da dormire in un Rodway Inn (60$) proprio nei pressi del lago, quindi passiamo il resto del pomeriggio in spiaggia. L’acqua è troppo fredda per fare il bagno anche se c’è qualcuno che lo fa. Dopo una bella doccia facciamo un giro per la città, che non è altro che un insieme di casinò e negozi e prendiamo la maglietta all’Hard Rock Cafè. Cena a buffet all’Harra’s (44$) e passeggiata tra negozi di souvenir.

28/08/2009 (500  km): Dopo la colazione in hotel partiamo alla volta di Yosemite. Arriviamo al parco giusto per pranzo e ci fermiamo in uno dei tavoli in legno a mangiarci un panino. Un ranger anche lui in pausa, ci tiene compagnia e ci facciamo spiegare qualcosa del parco. Visto che siamo in anticipo di un giorno sul tabellino di marcia, passiamo dall’hotel prenotato per il giorno dopo, il Cedar Lodge e chiediamo se hanno la camera libera anche per quella notte. Troviamo posto (144$), lasciamo i bagagli e ci dirigiamo nella parte sud del parco per visitare le sequoie di Mariposa. Lungo il tragitto avvistiamo un cucciolo di orso: probabilmente si era perso tanto piangeva. Facciamo una piccola passeggiata tra gli alberi giganti quindi ritorniamo a nord per andare a vedere il tramonto da Glacier Point. La vista è splendida e rimaniamo a contemplare la valle mentre il sole scende. Torniamo in hotel abbastanza tardi. Per il ristornate dobbiamo aspettare parecchio visto che è l’unico in zona, quindi ci accontentiamo di un pezzo di pizza (7,5$) e via a nanna.

 

Tramonto a Glacier Point

Vernall Falls

 

29/08/2009 (25  km) Oggi faremo pochi km in macchina. Di prima mattina andiamo a Yosemite Village per fare colazione. E’ ancora presto, facciamo un giro per capire quello che si può vedere, ma anche il Visitor Center è ancora chiuso. Finalmente apre un bar dove facciamo colazione. Nella valle non c’è molto da fare, l’unica è fare una bella passeggiata a piedi. Decidiamo per le Vernal Falls, passeggiata abbastanza facile che ci impegnerà per qualche ora. Dopo aver parcheggiato e aver rinchiuso il sacchetto coi panini nei contenitori apposti anti-orso, giusto per non farci aprire la macchina in cerca di cibo, cominciamo la salita tra turisti e scoiattoli. Essendo forse la più facile tra le camminate c’è parecchia gente, ma il giro è piacevole. La temperatura si alza, arriveremo quasi a 40°. Meno male che c’è un po’ di brezza.

Arriviamo alle cascate a quindi ancora più su fino all’Emerald Lake. Torniamo indietro riprendiamo la macchina e ci fermiamo per strada a mangiare i nostri panini. Torniamo in hotel per una sosta ristoratrice in piscina.  Stavolta riusciamo a prenotare un tavolo al ristorante per un’ora decente (50$), quindi, dopo aver confermato l’hotel a Lone Pine per il giorno dopo ce ne andiamo a dormire (144$).

30/08/2009 (350  km): Partenza al mattino presto, dopo una veloce colazione in hotel. Attraversiamo tutto il parco attraverso la Tioga Road. Ci fermiamo per qualche foto, quindi passati dall’altra parte affrontiamo una meta non prevista: il Mono Lake, un lago salato dove emergono delle antiche concrezioni calcaree. Tutt’intorno quasi deserto, mentre la riva pullula di insetti, tanti da rendere nera la sabbia. Riprendiamo la nostra strada e facciamo un salto a Mammoth Lakes: la zona è troppo turistica e scappiamo via subito. Ci fermiamo invece sulle rive di un laghetto sconosciuto a mangiare, mentre le rive si riempiono di pescatori con tanto di famiglie al seguito. Arriviamo a Lone Pine nel pomeriggio. Prendiamo possesso delle nostre camere al Dow Villa Hotel (70$), un vecchio hotel costruito negli anni 20 del ‘900 che ha ospitato le troupe cinematografiche di tanti film western. John Wayne stesso soggiornò qui e le tante foto appese alle pareti lo testimoniano.

 

Yosemite

Lone Pine non è turistica, è la classica cittadina di passaggio alle porte della Death Valley, ma è tranquilla e fa sempre piacere sentirsi al di fuori delle classiche mete turistiche. Ci riposiamo un po’ in piscina, poi andiamo a cena al Mount Whitney Restaurant (30$) che vanta i migliori hamburger della città, come dice la guida…Dopo una passeggiata tutti a nanna, domani ci si alzerà di buon’ora.

Mono Lake

 

Mono Lake

Sand Dune

Golden Canyon

 

 31/08/2009 ( 410 km): Sveglia alle 4 del mattino, vogliamo vedere l’alba alla Death Valley, così dopo una veloce colazione in hotel partiamo subito per il parco dove siamo all’ingresso dopo un’ora e mezza di macchina. Qualche foto veloce per vedere le prime luci del mattino e poi dirette alle Sand Dune dove assistiamo all’alba in tutta la sua bellezza. Sono le 6.30 e ci sono già quasi 30°, ma è secco e il caldo non è per niente fastidioso. Una volta che il sole è ormai salito ci dirigiamo verso l’unica camminata che faremo, prima che sia troppo caldo per uscire dalla macchina: Golden Canyon. La camminata di circa 3 km nel canyon è piacevole, il caldo non ancora insopportabile, ma tornati alla macchina il bisogno d’acqua si fa sentire, meno male che abbiamo la scorta. Quindi proseguiamo il giro sulla Badwater Road, fermandoci al Devils Golf Course, una distesa di sale in mezzo al deserto, ciò che resta di un antico lago salato, poi a Badwater, il punto più basso degli Stati Uniti, 86 m sotto il livello del mare e al ritorno, sempre sulla stessa strada l’Artist Drive (senso unico da sud a nord), una strada che affianca delle colline colorate da pigmenti di rocce vulcaniche, dal rosso, al giallo al verde, un vero spettacolo. Ritorniamo sulla 190 in direzione Las Vegas e facciamo sosta nei due punti più famosi dell’intero parco: Zabrinskie Point, reso celebre dal film di Antonioni da cui si gode una vista spettacolare sulle colline intorno dalle varie tonalità e Dante’s View dal cui promontorio si vede tutta la valle da 1669 m di altezza. L’ultimo km in macchina è abbastanza in pendenza e quando arriviamo in alto alcune auto parcheggiate con le ventole di raffreddamento al massimo dimostrano tutto il loro sforzo.

.Orami è mezzogiorno, ma la temperatura ancora non supera i 40°, pensavo decisamente peggio! Riprendiamo la nostra strada e dopo essere usciti dal parco raggiungiamo Las Vegas dove ci fermiamo a pranzo a un Subway (11$). Andiamo quindi a posare i bagagli in camera al Sahara (40 €) dove ci danno un upgrade gratuito ad una suite. Giro all’outlet, senza comprare nulla, quindi ci prepariamo per la cena. Ci si ritrova con alcuni amici anch’essi a Las Vegas e assieme andiamo a mangiare al buffet del Flamingo (52$). Giro della Strip e poi a letto, dato che la giornata è stata molto lunga.

Artist Drive

Zabrinskie Point

Dante’s View

1/09/2009 ( 510 km): Ci fermiamo per strada a fare colazione quindi via direzione Grand Canyon. La prima sosta doveva essere una visita alla Hoover Dam, ma dopo un po’ di coda, causa incidente, la strada sulla diga è chiusa e dobbiamo tornare indietro. Ci tocca allungare la strada passando per Laughlin, pazienza. La strada è lunga. Facciamo una piccola sosta al General Store di Hackberry, sulla Route 66 una sorta di museo dell’antiquariato. Poco più avanti ci fermiamo a pranzo a base di hamburger (12 $), quindi dritti fino al Grand Canyon Village. Prima di andare a prendere le nostre stanze ci fermiamo a fare qualche foto al primo View Point che incontriamo quindi al Brigth Angel a posare le valigie. Lasciamo giù anche la macchina e ci muoviamo coi bus del parco gratuiti. Facciamo vai view point fino ad arrivare  a vedere il tramonto a Yaki Point. Purtroppo la Hermit Road è chiusa per lavori ed era l’unica zona del Grand Canyon che ancora non avevamo visto, peccato! La sera ceniamo in hotel  (40$).

 

Tramonto al Grand Canyon

Alba al Grand Canyon

Monument Valley

 

 2/09/2009 ( 435 km): Altra alzata all’alba, siamo proprio sull’orlo del canyon perché non approfittarne? C’è già gente in giro e infreddoliti ammiriamo il sole che si alza assieme ai cerbiatti. Quindi facciamo colazione in hotel (9$) e prendiamo la Desert View Road dove ci fermiamo ad ogni view point per fare foto. Uscita dal parco andiamo a visitare un altro piccolo canyon, il Little Colorado River (2$) su territorio indiano a Cameron. Qui è pieno di bancarelle che vendono oggetti artigianali indiani. Ci fermiamo a pranzo a Kayenta (10.5$) e finalmente entriamo alla Monument Valley (20$). Nella nostra ultima visita non eravamo entrati, ma ci eravamo limitati e vederla da fuori. Ma all’interno è davvero tutta un’altra cosa. Sembra di entrare in un vero film western. Nonostante i tanti turisti che ci sono in giro. Per girare la valle ci vogliono almeno un paio di ore visto la ridotta velocità cui si deve andare, ma ne vale più che la pena. Purtroppo siamo arrivati troppo presto e rimanere dentro ancora 3 ore per aspettare  il tramonto ci sembra un po’ eccessivo, quindi anticipiamo quello che dovevamo vedere il giorno dopo, altri gioielli della zona a cominciare da Gooseneck SP, splendide anse serpeggianti del San Juan River, Muley Point, punto panoramico da cui si gode dall’alto la Monument Valley e infine la Valley of the Gods: una strada sterrata si inoltra al’interno di un’altra valle, simile alla Monument, ma altrettanto straordinaria. Ci fermiamo a Bluff a mangiare alla Cottonwood Stekhouse (50$), in vero stile western dove ci regalano anche i bandana lì usati come tovaglioli e a dormire al Recapture Lodge (75$).

Gooseneck SP

Muley Point

Valley of the Gods

3/09/2009 ( 600 km): Colazione in hotel, quindi partenza verso Moab. Ci sono tanti posti da vedere lungo il tragitto e uniamo a parchi già visitati altri mai visti prima. La prima sosta la facciamo a Needles Overlook, un belvedere  a 2000 m che offre la vista panoramica grandiosa. Arrivati a Moab prima di pranzo facciamo una visita veloce ad Arches NP, visto che c’eravamo già stati, giusto per far fare un assaggio ai nostri amici; ci limitiamo a fare i view point più accessibili e giusto qualche breve passeggiata. Quindi pranzo a Moab. Ci fermiamo poi a Dead Horse Point SP. (10$) fantastico promontorio sul Colorado River, dove hanno girato l’ultima scena del film di Thelma e Louise. Entriamo quindi nel parco di Canyonland, nella zona di Island in The Sky. E’ sempre bellissimo come ci ricordavamo, maestoso e suggestivo. Riusciamo a fare qualche breve trail, come quello per vedere il Mesa Arch.  Per guadagnare un po’ di tempo riusciamo a raggiungere Grand Junction in Colorado per la notte al Super 8 (70$) e cena a buffet la Golden Corral (27$).

 

Arches NP

Black Canyon

 

4/09/2009 ( 370 km): Dopo la colazione in hotel partiamo alla volta di una meta non prevista, ma inserita all’ultimo visto che durante il viaggio abbiamo guadagnato un giorno: il Black Canyon. Si tratta di un Canyon alto 700 m, ma molto stretto, le cui pareti tendenti al nero gli danno appunto il nome. Ci fermiamo al Visitor Center, visto che non è facilissimo reperire notizie in rete su questo parco poco frequentato. Scopriamo che poco più giù, al Curecanti National Reacreation Area è possibile fare gite in barca che si spingono all’interno del canyon. Curiosi prenotiamo la visita (30$) del primo pomeriggio direttamente al Visitor center, quindi facciamo il giro di tutti i view point, poi raggiungiamo il parcheggio per la vista in barca. Per raggiungere il molo occorre fare una passeggiata di qualche km lungo la sponda del fiume Gunnison, niente di così difficile, ma che porta via mezz’oretta. Arrivati alla barca il ranger fa l’appello dei partecipanti, ci danno in dotazione il giubbotto salvagente e partiamo alla volta della gita. Mentre i rangers ci spiegano la storia del canyon navighiamo tra le alte pareti tra cui cerchiamo di scorgere segni di vita come orsi o aquile, ma senza risultato. La gita di un paio d’ore è comunque piacevole e un modo diverso di passare la giornata. Nel tardo pomeriggio ci fermiamo a Glenwood Spring al Caravan Inn (88$) e passiamo le ultime ore in piscina a chiacchierare con una coppia di americani anch’essi in vacanza. Ceniamo al ristorante di fianco al’hotel (25$) a base di pizza.

5/09/2009 ( 280 km): Dopo la colazione in hotel partiamo con una splendida giornata alla volta di Denver. Durante il tragitto facciamo solo una piccola sosta a Georgetown, piccolo e tipico villaggio western con alcune costruzioni storiche. L’idea era quella di fare un giro sul treno a vapore, ma le escursioni sono tutte di parecchie ore e non ne abbiamo il tempo. Ci accontentiamo quindi di fare una passeggiata per il paese e ripartire alla volta della nostra ultima destinazione. Arriviamo a Denver per l’ora di pranzo, ma il tempo si è fatto brutto. Comincia a piovere, l’unica soluzione che ci rimane è quella di andare in hotel. Tramite i coupon troviamo un ottimo hotel a buon prezzo (69$) il Drury Inn tutto accessoriato, con tanto di pc per gli ospiti dotato pure di stampante (ci servirà giusto in serata per stampare le carte di imbarco del volo di ritorno). L’hotel ha anche una splendida piscina coperta dove ci rilassiamo per qualche ora. Alle 5.30 del pomeriggio l’hotel offre a tutti gli ospiti una merenda a base di patatine, popcorn, hot dog e bevande a non finire, tutto free. Ne approfittiamo giusto per fare un aperitivo prima di cena dove andremo al solito buffet del Golden Corral (25$).

 

Georgetown

Zoo di Denver

 

6/09/2009 ( 60 km): Ultimo giorno, il nostro volo parte nel pomeriggio, quindi spendiamo la nostra mattinata per fare una veloce visita della città dopo un’ottima e abbondante colazione in hotel. Troviamo un parcheggio in centro, facciamo un giro per negozi, quindi pranzo veloce al Subway (11$). Abbiamo ancora un po’ di tempo prima di andare in aeroporto, riusciamo quindi a fare un salto allo zoo. Rilasciamo poi la macchina all’autonoleggio e dopo esserci fatti accompagnare in aeroporto torniamo in Italia.